Quando le difficoltà sono viste come un’opportunità, come una sfida che mobilita le proprie risorse, sia interne che esterne in nome del raggiungimento di un equilibrio più funzionale, parliamo di resilienza.

Essere resilienti non significa solo saper opporsi alle pressioni dell’ambiente, ma implica una dinamica positiva, una capacità di andare avanti, nonostante le crisi, e permette la costruzione, anzi la ricostruzione, di un percorso di vita. 

Ed è per questo che si tratta di un dono inestimabile, che permette di superare le difficoltà trovando in se stessi, nelle relazioni umane, e nei contesti di vita, quegli elementi di forza per superare le avversità, definiti fattori di protezione contrapposti ai fattori di rischio, che invece diminuiscono la capacità di sopportare il dolore.

E in fatto di resilienza la famiglia Mazzola ne sa qualcosa.

Il loro motto è “una famiglia prima che un’azienda” ed è questo ciò che sono.

Da sempre ispirati dalla tradizione, dalla territorialità delle cultivar e dalla storia che si respira tra le mire dell’antico feudo dei Principi Pignatelli, la famiglia Mazzola fonda su questi pilastri i valori della propria azienda nata nel cuore del Belice dalla passione e dedizione di Salvatore Mazzola, ereditata dagli antenati, e che oggi continua ostinatamente a vivere grazie ai suoi figli: Manfredi e Giulia.

Manfredi e Giulia portano avanti la loro azienda come una vera e propria famiglia che si basa su una forte trazione femminile. Da sempre sono infatti le donne della casa che portano avanti la maggior parte del lavoro e che hanno fatto propria più che mai la parola “resilienza”, caratteristica della loro storia passata e presente.

Ogni anno ciascuno di loro si impegna a raccogliere con le proprie mani i frutti preziosi degli ulivi, che si nutrono del terreno rosso d’argilla, della vicinanza del mare e del sole siculo.

Ma al di là di quella che è la storia affascinante e peculiare delle terre sulle quali sorge la loro azienda, la loro storia è la seguente.

La famiglia possedeva un’azienda agricola di quasi 100 ettari nel cuore di Palermo, che gli furono strappati via dalla mafia durante il famigerato “sacco di Palermo”. 

Da allora, Salvatore ha sognato e rimesso radici in un altro luogo, con la stessa immutata passione.

E la valle del Belice non è un luogo qualsiasi. Da qui nascono due cultivar autoctone d’eccezione: la Biancolilla IGP Sicilia e la Nocellara DOP Valle del Belice

Quest’ultima in particolare è l’unica in Europa ad avere due DOP: Valle del Belice per l’olio e Nocellara del Belice per l’oliva.

La Nocellara del Belice rappresenta una cultivar molto pregiata ed è, tra le varietà autoctone siciliane, probabilmente una delle più stimate in assoluto.

Presente sul territorio siciliano da svariati secoli, questa cultivar è ottima sia per la produzione di olio extravergine che per il consumo da mensa, grazie anche alla sua pezzatura molto grossa. 

Gli alberi di Nocellara non sono molto grandi ma hanno una certa capacità di adattarsi alle più varie condizioni ambientali. La sua è un’oliva particolarmente grossa e gustosa, dal profumo interessante e dal gusto particolarmente inteso e corposo, fruttato e con sentori di pomodoro.

La Biancolilla è invece conosciuta come una delle varietà più antiche tra quelle attualmente esistenti negli uliveti italiani. Annoverata tra le cultivar autoctone siciliane è molto apprezzata per la propria grande produttività e per la rimarchevole rusticità.

L’olio extravergine di oliva Biancolilla è considerato molto pregiato ed è molto adatto alla vendita. Tramite la spremitura delle olive di questa cultivar si ottiene un olio che contiene molti dei sapori tipici della produzione alimentare sicula

Scarperia

Il loro è un’olio pregiato e di prima qualità ma ciò che è più importante è che la loro intera filiera è biologica e tutte le olive vengono raccolte a mano, senza l’utilizzo di scuotitori elettrici, per evitare il danneggiamento dei singoli frutti.

Il sogno di Manfredi è quello di chiudere completamente la filiera acquistando un proprio frantoio per incrementare la qualità già unica del loro olio e di intraprendere attività di ricerca con le Università per realizzare stoviglie usa e getta dagli scarti della molitura. 

Manfredi è un’imprenditore che, come tutta la sua famiglia, mostra una incredibile resilienza e una voglia di andare avanti e progredire verso un futuro sempre più green e verso i suoi sogni di sostenibilità.

Adottare la sua azienda significa dunque dare il proprio sostegno a tutti i loro valori aziendali fondanti: la cultura BIO, il rispetto delle tradizione e l’attenzione al territorio, aiutando tutti noi a raggiungere più velocemente l’equilibrio ambientale e con la natura.