La nostra rubrica di Emozioni dai Borghi

La collaborazione tra Coltivatori di Emozioni e I Borghi più Belli d’Italia nasce per poter dare una voce a quei piccoli produttori italiani che trovano i questi luoghi l’origine delle loro peculiari produzioni.

Da sempre Coltivatori di Emozioni punta l’attenzione sulle piccole realtà agricole. Con determinazione, queste continuano a mantenere in vita le aree rurali con un approccio che guarda al presente, grazie a sistemi produttivi sostenibili e/o biologici.

Sostenendo questi agricoltori si ha modo di conoscere ‘a distanza’ non solo borghi meravigliosi, ma anche tradizioni agroalimentari poco conosciute che meritano di essere riscoperte.

Con l’augurio di poterle viverle da vicino non appena si potrà tornare a viaggiare!

Lugnano e un’archeologia di luna e stelle

 

Lungano sorge nel cuore verde italiano dell’Umbria dove le tradizioni agricole sono numerose e rinomate.

Il suo nome risale certamente a Lucus Jani, bosco di Giano, il cui corrispondente femminile è Luna: come quella che c’è nello stemma. 

Il borgo si è sviluppato ad opera degli abitanti della sottostante valle del Tevere, la Teverina, che salirono in alto per sfuggire alla malaria intorno al VI sec. d. C. 

La connessione tra Lugnano e la luna non si esaurisce però unicamente con la figura di Giano.

Il suo nome infatti potrebbe derivare anche dal colle a forma di luna su cui il borgo sorge.

Da quella privilegiata posizione le stelle gli sono vicine, come nello stemma comunale.

La pace è il minimo comun denominatore di ogni borgo, la stessa che viene comunicata dalla stella di Lugnano che illumina il visitatore nella penombra mistica delle navate della collegiata. 

Se si guarda giù dal colle si vede l’ansa del Tevere.

Il fiume scorre nella bellissima campagna lì dove la natura, di tanto in tanto, si lascia addomesticare dalla mano del’uomo e nascono le coltivazioni che si intrecciano con la Storia. 

Chiunque è interessato all’archeologia riterrà inoltre importante visitare Lugnano.

Passeggiando per le stradine tortuose, gli archi, gli androni, le scale e gli stretti passaggi il passato infatti sembra essere rimasto intatto, illuminato dalle stelle vicino al colle.

Memoria e qualità delle tradizioni

 

Questo piccolo borgo medievale che conquista il cuore di chiunque si trovi a passare da quelle parti, è ricco di tradizioni gastronomiche.

Ogni piccolo borgo custodisce memoria delle qualità uniche dei frutti della terra e nel presente ne esalta le qualità.

Tra le bellezze dei paesaggi locali e le suggestive vie del paese, due tradizioni continuano ad essere tramandate: l’olio ed il tartufo.

Il Tartufo Nero Pregiato umbro è il fiore all’occhiello di questi luoghi.

Questo cresce nei  terreni calcarei e argillosi, vivendo in simbiosi con altre piante come quercia, leccio, faggio e castagno.

Cercare il tartufo è un’ antica tradizione umbra.

L’Umbria è una delle regioni che conta il più alto tasso di tartufi neri in Italia.

Il tartufo in Umbria è chiamato anche Il Re della Tavola o Il diamante nero della cucina.

L’uso gastronomico del tartufo, sempre come alimento molto apprezzato.

Il poeta romano Giovenale scrisse che il “tuber terrae” ebbe origine da un fulmine scagliato da Giove vicino ad una quercia, arbusto a lui sacro. 

Questo mito conferisce al tartufo la caratteristica di prodotto afrodisiaco, a seguito della fama di cui Giove godeva.

Questa antica leggenda poco si discosta dalla realtà scientifica, in quanto i fulmini sono attirati da alberi ricchi d’acqua come la quercia, l’arbusto per eccellenza dove proliferano i tartufi.

Scarperia

All’insegna della sostenibilità

 

Marco e Maria Claudia dell’Azienda Agricola Marco Ciocari conoscono bene il valore di questi due prodotti per la comunità locale.

Loro hanno iniziato a dedicarsi all’agricoltura sin da giovani, inseguendo un sogno comune: valorizzare i frutti della terra ed il territorio di Lugnano con un approccio sostenibile, consapevole ed inclusivo.

Marco, infatti, ha creato l’A.T.A. (Associazione Tartufai dell’Amerino), al fine di poter valorizzare e fornire una denominazione al pregiato tartufo estratto nell’area dell’Amerino.

Un progetto che, oggi, lo vede impegnato nella creazione di una tartufaia pensata non esclusivamente come un terreno dove cavare il tartufo, ma come uno spazio nel quale unire i tartufai, gareggiare insieme e, soprattutto, regalare la possibilità di una visita eccezionale alle persone con disabilità motoria.

Questo è un elemento fondamentale per Azienda Agricola Marco Ciocari, iniziato già da tempo con un progetto dedicato all’equitazione e che attualmente spinge Marco e Maria Claudia a progettare l’intera azienda ed i suoi terreni nell’ottica dell’accessibilità.

Sostenendo l’Azienda Agricola Marco Ciocari, sosterrete non solo un progetto ambizioso, lungimirante e necessario che oltre a garantire la qualità dei prodotti con metodi di produzione biologica punta a garantire un accesso ad tutti, nessuno escluso, ma anche l’economia di un intero borgo ricco di storia e fascino astrale.