L’Istituzione della Giornata mondiale della Terra si deve a John McConnell un attivista per la pace che si era interessato anche all’ecologia: credeva che gli esseri umani abbiano l’obbligo di occuparsi della terra e condividere le risorse in maniera equa.

L’Earth Day è dunque un appuntamento voluto dalle Nazioni Unite per sensibilizzare l’umanità alla difesa dell’ambiente, alla protezione della biodiversità e alla lotta ai cambiamenti climatici. Per questo ogni anno, il 22 aprile, tutto il pianeta è invitato alla più grande mobilitazione sulla terra in materia di tutela dell’ambiente.

Ogni anno l’Earth Day pone l’attenzione su una particolare tematica, solitamente si concentra su quella che viene percepita come l’urgenza ambientale e climatica che ha caratterizzato l’anno o gli anni precedenti.

Il tema di quest’anno è, giustamente, “Restore Our Earth” ed è incentrato non solo sul bisogno di ridurre il nostro impatto ambientale, mentre ci rimettiamo in carreggiata in seguito agli effetti del Covid-19, ma anche su cosa possiamo fare per rimediare ai danni che abbiamo causato. “Dobbiamo concentrarci sui processi naturali, sulle tecnologie verdi e sul pensiero innovativo che assieme possono contribuire in maniera duratura e trasformativa a ripristinare la nostra Terra” ha dichiarato Kathleen Rogers, attuale presidentessa dell’Earth Day Network.

Un importante tema più volte affrontato negli anni in queste giornate è stato quello della biodiversità per uno sviluppo sostenibile delle nostre economie. 

L’Earth Day ci ha portato a ragionare su quanto sarebbe auspicabile poter incrementare l’integrazione delle tematiche della diversità biologica nelle politiche di settore, anche in un’ottica di sviluppo dell’economia verde.

Sempre a tutela del nostro pianeta sarebbe inoltre necessario abbracciare i pilastri dell’economia circolare, evitando i consumi non necessari e scegliendo materiali altamente riciclabili. Ma la medesima attenzione deve essere rivolta anche all’alimentazione: preferire prodotti vegetali di stagione, possibilmente a chilometro zero, abbatte i costi in emissioni del trasporto, ma anche in autoproduzione con orti urbani.

Noi di Coltivatori di Emozioni sappiamo quanto sia importante prendersi cura della terra che ci ospita e che ci dona i suoi frutti tutti i giorni. L’Earth Day è fondamentale a livello simbolico e per risvegliare le nostre coscienze ma l’impegno deve essere costante e giornaliero. Noi quotidianamente ne facciamo una missione lavorando insieme ad una rete sostenibile di aziende agricole che producono eccellenze italiane e preservano il terreno che lavorano, senza l’utilizzo di macchine e pesticidi e abbandonando le logiche dell’agricoltura industriale.

I nostri piccoli produttori hanno alle spalle storie diverse ma sono accomunati dalla stessa forza motrice: l’amore per la terra, che li ha spinti a ridonare vita a terreni a rischio di abbandono e a ridare luce a tradizioni agricole tipiche e locali.

Un coltivatore di emozioni sa che non basta solo scendere in piazza a manifestare per l’ambiente, occorre agire e agire vuol dire comprare il pane al forno dietro l’angolo, andare dal contadino del paese o subito fuori città, scegliere di avere uno stile di vita meno frenetico.

Il significato di questo giorno ci fa capire l’importanza della nostra salute inevitabilmente e profondamente interconnessa alla salute del pianeta. Prendersi cura di quest’ultima significa prendersi cura di se stessi e della vita di ogni essere vivente.

I contadini che fanno parte della nostra rete pongono le giuste attenzioni alle colture per regalarci sempre cibi sani per le nostre tavole.

Sia che seguano principi di coltivazione biologici e sia che seguano principi non biologici ma ugualmente sostenibili, i nostri coltivatori garantiscono un’agricoltura sana e responsabile, per il nostro cibo, per il benessere di tutti e per proteggere il futuro del pianeta e del clima.

Scarperia

Il messaggio più importante che l’Earth Day ogni anno vuol lanciare è che tutti i giorni ognuno di noi può, con le proprie scelte e il proprio stile di vita, indirizzare le politiche dei soggetti protagonisti del mercato e dei produttori; si tratta di piccole scelte quotidiane, piccoli gesti di grande importanza attraverso cui ognuno di noi può far germogliare il seme del cambiamento.