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Carmela custodisce tradizioni agricole. Come il fagiolo canario bianco, il carciofo di Castellammare e il vino Lacryma di Cristo.

A cavallo della zona vesuviana e l’inizio della penisola sorrentina, a sud di Napoli. Questa è la cornice dove folklore e tradizioni si incontrano da generazioni. Così danno vita alle più belle storie della nostra Italia (come quella dei limoneti dei nostri Coltivatori di Emozioni).

Nello specifico, Castellammare di Stabia è una città che sorge in una conca del golfo di Napoli. Nota per le sue bellezze paesaggistiche e per la vicinanza ai siti archeologici di fama mondiale quali Pompei ed Ercolano, Sorrento e Vico Equense. Un territorio che gode di un clima favorevole per l’agricoltura: e’ storicamente uno dei centri di riferimento per l’orticoltura del centro-sud Italia.

Le tradizioni: il fagiolo canario bianco

L’Orto di Carmela dal 2013 preserva le antiche tradizioni agrarie e coltiva i prodotti tipici del territorio. Uno di questi prodotti è il fagiolo canario bianco, un alimento che fa parte dell’alimentazione del popolo fin dall’antichità. Il periodo di coltivazione comincia in aprile fino alla prima produzione di luglio, e poi da luglio fino a ottobre, con la seconda produzione. È spesso alternato alle file di carciofi locali, piantati in luglio. La raccolta avviene manualmente e il processo di sgranatura prevede la fasciatura dei baccelli. Questi vengono poi messi sotto sopra a prendere aria come fossero panni stesi al sole. Ad essiccazione avvenuta si procede alla battitura mediante un attrezzo di manifattura artigiana, il vevillo. Questo non si trova in commercio ma si tramanda da generazione in generazione. Una volta ottenuta la sgranatura, il fagiolo viene selezionato con setacci di diversa misura e messo in sacchi. Come gli altri legumi, il fagiolo canario possiede un forte legame con la tradizione locale poiché rappresentava l’unica fonte proteica accessibile ai contadini sin dall’antichità.

Per fortuna Carmela porta avanti la tradizione di questa coltivazione dimenticata. Infatti è una delle poche che tiene in vita la storia e il sapore del fagiolo bianco canario. Noi vogliamo sostenere la sua agricoltura tradizionale tramandata dai propri genitori contadini.

Le tradizioni: il carciofo di Castellammare

Il carciofo di Castellammare, detto anche “violetto di Castellammare” è un carciofo privo di spine. Le foglie commestibili sono di un colore tendente al rosa che sfuma nel violetto. Questo carciofo tipico della provincia di Napoli, in particolar modo del comune di Castellammare, è considerato un sottotipo della varietà del “romanesco”. E’ famoso per la tenerezza delle foglie e il loro colore delicato. Si contraddistingue anche per la maturazione precoce, ricordata in diversi manuali di agricoltura risalenti all’epoca borbonica. Infatti viene definito “primaticcio” di Castellammare poiché poteva essere raccolto già in primavera.

Agricoltura naturale

L’uso prevalente dei concimi naturali, la rotazione delle verdure coltivate e la ricerca di semi che si possono riprodurre in modo naturale. Questo è il metodo agricolo portato avanti da Carmela. Dal 2015 l’orto di Carmela inizia a produrre la frutta, grazie all’acquisto di un terreno sul Vesuvio. Qui, oltre alla presenza di alberi da frutta, è presente un meraviglioso vigneto che permette la produzione del famoso vino Lacryma di Cristo