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Coltivatori di Emozioni dona la possibilità di custodire il patrimonio agricolo a utenti privati e realtà aziendali. Vi spieghiamo come.

 

L’italia è un bellissimo paese

L’Italia è da sempre considerata il Bel Paese, e non a caso. Il nostro territorio è ricco di patrimoni artistici e architettonici, di meraviglie naturali e di tradizioni agroalimentari preziose. Basti pensare che l’Italia conta ben 55 patrimoni riconosciuti dall’Unesco nel 2019, con 41 siti che sono candidati a far parte della lista dei patrimoni dell’umanità. Il nostro paese detiene insieme alla Cina il record per il maggior numero di luoghi riconosciuti dall’Unesco!

La ricchezza del nostro paese non si ferma però alla bellezza dei territori. Quando si parla di Italia non si può prescindere dal nostro patrimonio agroalimentare. Siamo infatti leader in Europa sia in termini di qualità che quantità di specie coltivate, con 299 prodotti tra DOP, IGT e STG e ben 524 vini DOCG, DOC e IGT (Ufficio studi Confartigianato). La biodiversità del nostro territorio non ha eguali, sono infatti 5155 i prodotti agroalimentari tradizionali, cosiddetti PAT (Ministero delle Politiche Agricole). Le coltivazioni agricole arricchiscono la biodiversità del suolo e fanno parte della tradizione rurale del nostro paese, insieme a usi e costumi: un’eredità culturale unica al mondo.

Perché custodire la terra?

Proteggere i nostri patrimoni è diventata la nostra missione. Non è infatti tutto bello come appare, soprattutto nel mondo dei piccoli produttori terrieri e delle aziende agricole a conduzione familiare.

A fronte dei 55 siti riconosciuti come patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, in Italia si contano 6.000 borghi abbandonati (dati Istat). Nel cuore del territorio, sono ricchi di storia millenaria e tradizione secolare. Purtroppo vengono abbandonati sempre più frequentemente, rischiando così di scomparire. Un’identità culturale che dovrebbe essere tutelata dalle istituzioni e dai cittadini stessi.

Si contrappongono invece ai prodotti certificati e riconosciuti di qualità quelli che rischiano di essere dimenticati. Più di 1000 prodotti della tradizione agricola sono in pericolo, secondo CIA – Anabio. Le filiere dei prodotti a rischio di estinzione possono essere recuperate in modo sostenibili e a ridotto impatto ambientale. Così facendo contribuiranno al valore aggiunto economico del paese, oltre ai primari benefici nelle piccole comunità e per la biodiversità del territorio.

Coltivatori di Emozioni: come funziona

Coltivatori di Emozioni nasce nel 2016 come prima piattaforma di social farming, con una mission molto ambiziosa: salvaguardare le piccole realtà agricole a conduzione familiare del territorio italiano. 

Come pensiamo di farlo?

Abbiamo creato un modello che permette di ‘adottare a distanza’ coltivatori tipici di quasi ogni regione! Si tratta di una rete che mette in comunicazione sia gli utenti privati che le grandi/medie imprese, le quali possono scegliere piccoli produttori selezionati e preservare la loro tradizione agro-alimentare.

Cosa significa adottare?

Abbiamo preso in prestito il termine ‘adozione’ perché racchiude il cuore del nostro progetto. Quando i nostri clienti adottano un produttore di olio (ma anche vino, miele, zafferano e tanto altro…) scelgono di sostenere la sua attività in diversi modi. Possono acquistare forza lavoro sotto forma di voucher lavorativi di 1 ora e contribuire di fatto alla manodopera per le lavorazioni agricole. Possono inoltre acquistare i suoi prodotti e valorizzare così tradizioni contadine a rischio di estinzione (avete mai sentito parlare del carciofo Nostrale di Niscemi?) e dal sapore unico. 

Ma perché adottare?

Sostenere un piccolo agricoltore significa preservare una tipicità regionale, valorizzare il suo territorio di origine, salvaguardare le tradizioni contadine… e molto di più. Riattivare le microeconomie locali, contribuire al rilancio di borghi e zone rurali, prevenire l’abbandono di territori e di risorse, promuovere un’agricoltura più sostenibile e di piccola scala, conservare la biodiversità della natura e promuovere le cultivar regionali che rischiano di essere dimenticate.

E dopo l’adozione?

Quando un utente (o business partner) sceglie il produttore e la coltivazione tipica che vuole sostenere, il matrimonio è presto fatto. Il nostro team si occupa di inoltrare l’ordine per il prodotto selezionato, oppure di erogare i voucher lavorativi, direttamente all’agricoltore. L’utente riceve a sua volta un Certificato di Adozione che testimonia il contributo donato, un cofanetto in legno con all’interno le specialità agricole dell’azienda adottata e la possibilità di ricevere un aggiornamento stagionale sulla crescita delle coltivazioni (a novembre abbiamo raccolto le olive e i fiori di zafferano, ve lo raccontiamo nel nostro blog!).

Adottare un piccolo agricoltore significa diventare custodi del nostro patrimonio agricolo.

Aiutaci a rendere l’Italia un bellissimo paese!