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I nostri produttori di olio ci raccontano com’è andata la raccolta delle olive in Molise e Lazio.

La produzione di olio è un’attività agricola diffusissima in Italia. Ogni anno gli agricoltori si preparano alla raccolta delle olive, che avviene generalmente nel periodo di inizio novembre. Quest’anno i contadini hanno anticipato i lavori di raccolta a causa del tempo afoso di ottobre. Questa decisione ha permesso di ottenere una buona annata 2019, con olio di qualità sia in Molise che in Lazio. Stefano e Luca ci raccontano di più qua sotto.

La raccolta in Molise

Stefano è titolare della piccola azienda di famiglia Benoni&Memma, che era già di proprietà del nonno. Stefano si è dedicato con tutto se stesso all’attività di famiglia, recuperando oliveti e terreni adiacenti a Petacciato, il paese in cui si trova. Partecipa alla raccolta delle olive fin da quando era bambino, quindi per lui questo è un momento speciale e pieno di ricordi. Con qualche differenza: la raccolta delle olive in passato avveniva col freddo, in inverno. Oggi, a causa del cambiamento climatico, la raccolta avviene nelle prime decadi di ottobre.

Per chi non l’ha mai vissuto… raccogliere le olive è come una magia!

Stefano 

La raccolta delle olive del 2019 è stata soddisfacente per Stefano.Sia in termini di qualità che in termini di quantità: l’olio che produrrà non mancherà di profumo e sapore. Viene fatto utilizzando diverse cultivar: le olive Gentile di Larino, di Chieti, il Leccino, Leccino del Corno, la Muraiola e la Perenzana.

La raccolta in Lazio

Luca si trova sulle colline ciociare, in provincia di Frosinone. Anche lui cresce con la passione della terra fin da piccolo, sognando un giorno di avere un’azienda agricola tutta sua. Nasce così il suo olio, prodotto dai frutti dell’oliveto piantato da suo nonno. L’olio di Luca è un monocultivar Rosciola, dalle olive che rappresentano il territorio e le sue tradizioni rurali.

“L’olivo è una pianta forte, nonostante le intemperie. Ci devi crescere per capirlo.”

Luca

La raccolta delle olive del 2019 è stata buona, seppur con qualche difficoltà causata dal tempo. Infatti violenti tifoni e nubifragi hanno imperversato sull’uliveto di Luca. E’ stato così costretto a interrompere il lavoro di raccolta di olive, che era quasi al termine. Luca stima che il 30% della produzione del 2019 sia andata persa per colpa del clima, seppure rimangano ancora 8 quintali di prodotto da raccogliere. Ma nonostante la quantità sia in calo, ci sono notizie più rassicuranti sulla qualità dell’olio 2019. Luca è sereno e ci assicura che la sua Rosciola ha prodotto un ottimo olio, con dei profumi che nulla hanno da invidiare alle annate passate.

Il metodo biologico anticipa la raccolta

Il nostro agricoltore sta seguendo il processo di conversione in agricoltura di tipo biologico. Non può quindi utilizzare prodotti chimici e disinfestanti per controllare le malattie dell’ulivo. Luca ci ha spiegato che per i produttori biologici l’unico modo per controllare questo tipo di problemi è la raccolta delle olive anticipata. Ecco spiegato perché la raccolta viene anticipata sempre prima. Senza dimenticare le temperature che si alzano a causa del cambiamento climatico.

La raccolta richiede manodopera

Sia Stefano che Luca conducono quindi attività agricole di tipo familiare. Quello che ereditano dai loro nonni è ben più importante dei possedimenti. L’amore e la passione per la terra e per l’olivicoltura scorrono nel sangue di due giovani con tanta voglia di innovare e lavorare. Sappiamo però che le attività lavorative in una piccola realtà di famiglia sono molteplici e spesso troppo pesanti.

La raccolta delle olive è uno dei momenti in cui si ha bisogno di manodopera in più. Purtroppo non sempre i mezzi finanziari dei piccoli produttori sono sufficienti a coprire queste spese. Ce lo spiegano anche Stefano e Luca, senza usare troppi giri di parole. L’aiuto che potrebbero ricevere dal network di Coltivatori di Emozioni diventa quindi cruciale. Permetterebbe ai due giovani agricoltori di completare la raccolta delle olive in tempi congrui, senza spreco di risorse e di tempo. Donerebbe a giovani inoccupati la possibilità di trovare un’occupazione temporanea e di imparare i segreti dell’olivicoltura.

Un aiuto in più per la piccola agricoltura italiana di qualità.

Martina Ciabatti