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La vendemmia di Lambrusco Mantovano arriva in ritardo, ma l’uva è di qualità migliore: ce lo racconta Giovanni Pacchioni

La vendemmia italiana del 2019 ha subito un ritardo in tutta la penisola, e così anche la vendemmia di Lambrusco Mantovano. Sebbene la raccolta dell’uva sia risultata minore in quantità, la qualità dei grappoli garantirà infine un prodotto migliore.

Giovanni, produttore di Lambrusco Mantovano

Abbiamo intervistato Giovanni Pacchioni, produttore di vino Lambrusco e agricoltore mantovano di uve certificate biologiche. Insieme a sua moglie Paola fa parte della nostra rete di coltivatori di eccellenze gastronomiche tradizionali italiane. Produce vino Lambrusco nel Mantovano da varietà di uve Ruberti, Salamino e Ancellotta.

Il raccolto tardivo punta alla qualità

Come le previsioni settembrine avevano preannunciato, la vendemmia si è fatta attendere per tutto il Nord Italia. Mentre i contadini di Sicilia hanno iniziato i lavori già a metà settembre, le vigne della Lombardia sono rimaste cariche di grappoli fino al primo d’ottobre.

Il raccolto è stato inferiore alla media a causa del freddo prolungato in primavera e delle grandinate estive. Tuttavia parliamo di un problema che si è riscontrato tra tutti i viticoltori della zona. A causa di ciò le grosse cantine accusano un calo nella produzione di materia prima.

Giovanni Pacchioni durante la vendemmia di Lambrusco Mantovano
Giovanni durante la vendemmia di Lambrusco Mantovano, ottobre 2019

Con riferimento alla qualità dell’uva che Giovanni utilizza per produrre il suo vino Lambrusco Mantovano, comunque, gli standard si sono mantenuti particolarmente buoni. A dispetto delle difficoltà ambientali, gli agricoltori di Mantova hanno selezionato solo i grappoli migliori, al fine di garantire un prodotto qualitativamente eccellente.

Giovanni e Paola puntano soprattutto alla qualità del loro vino, ne è la prova il fatto che i loro prodotti siano stati premiati al 21st Sparkling Wine Festival (Rassegna Interregionale Spumanti e Frizzanti), organizzato da ONAV Verona il 6 ottobre.

Non ci resta che attendere il Lambrusco Mantovano dalle note fresche e fruttate, perché d’altronde lo sappiamo tutti: bisogna saper aspettare per ottenere le cose migliori.

Articolo di Martina Ciabatti